Padel

Contrariamente a quanto si possa pensare, il Padel Tennis muove i primi passi nel 1898, ad opera dello statunitense Frank Beal che lo chiamò “ Padel Racquet”.  Ma è stato Enrique Corcuera che in Messico alla fine degli anni sessanta del secolo scorso, grazie alla sua passione di praticante tennista, maturò l’idea di costruire un campo da tennis nel proprio giardino. La circostanza che il terreno fosse troppo piccolo per un tradizionale campo da tennis e per di più delimitato da muri perimetrali e reti metalliche, lo costrinse a ideare nuove regole di gioco, quelle stesse regole che fanno oggi del Padel Tennis, un gioco divertente, aggregante ed adatto a tutte le età.

Il nostro Circolo è stato tra i primi club sportivi in Italia a dotarsi di un campo, atteso l’enorme successo e rapida diffusione che stava avendo nella vicina Spagna. Ed infatti, tra gli sport di recente diffusione, è quello che maggiormente si è affermato nella vita sportiva e sociale del nostro circolo.

Oggi, un nutrito gruppo di soci condivide il tempo libero giocando a Padel e partecipa ai diversi tornei, amatoriali e non, rappresentando il nostro sodalizio nelle diverse manifestazioni sportive che si svolgono nella nostra città.

Tennis

Il tennis del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo è da anni una realtà nello scenario dello sport romano.

Sotto la conduzione di tecnici esperti e qualificati, la scuola di tennis conta la presenza di numerosi allievi di diverse fasce di età.

La scuola ha formato giocatori e giocatrici che grazie alle loro abilità hanno conseguito titoli italiani nei campionati under sia a livello regionale che nazionale.

A livello agonistico vi sono sia squadre impegnate nelle competizioni di categoria, che squadre “Veterani” con partecipazione nei diversi campionati.

Nella sede sportiva dell’Acqua Acetosa ogni giorno i Soci si affrontano in sfide amatoriali riscoprendo la magia di questo elegante sport.

Le infinite radici della bellezza del tennis sono autocompetitive.

Si compete con i propri limiti per trascendere l’io in immaginazione ed esecuzione.

David Foster Wallace