Due volte campione d’Italia di equitazione per il salto ad ostacoli, a Luca Marziani, con un palmarès d’eccezione, mancava però l’esperienza di un circolo storico romano come il Tevere Remo per eccellere anche nel tennis. “A causa del lockdown ho ripreso la mia vecchia racchetta, che adoravo da giovanissimo insieme all’equitazione – racconta Luca – grazie alla presenza di campi da tennis nel complesso residenziale dove vivo. Appena le maglie delle misure anti Covid si sono allentate mi sono messo a cercare un circolo romano in linea con la mia appartenenza alla SIR, la Società Ippica Romana, il Circolo più antico di equitazione a Roma. Ecco, entrando al Tevere Remo, ho provato quella stessa emozione di entrare in un luogo storico”. “Appartenere a un’organizzazione di tale prestigio dà una carica molto forte agli atleti, un senso di appartenenza dal quale trarre forza e determinazione per poi dare il meglio di sé”.

Questo per Luca Marziani, classe 1980, è il senso del praticare un’attività nell’ambito di un’organizzazione. Per il campione la passione dà senso alla vita da quando era bambino: “All’età di 6 anni in un maneggio sul Terminillo ho cavalcato per la prima volta un pony poco più alto di un cane – ricorda l’atleta, neosocio del Circolo – “è stato amore a prima vista, è scoccata una scintilla e da allora non sono più sceso dal cavallo”. Un grazie alla famiglia, che lo ha sostenuto fino all’età di 14 anni, quando poi è passato all’agonismo. “La passione mi ha spinto a diventare un professionista, è stata la professione sport a scegliere me… io mi sono solo adeguato”.

Adesso il sogno è vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi, “ma finora la vittoria più emozionante che mi porto nel cuore, anche se sono passati 3 anni e ho vinto tante altre competizioni di primo livello, rimane il Concorso ippico a Piazza di Siena a Roma”. Marziani nel 2018 si è infatti aggiudicato la Coppa delle Nazioni, dopo tanti anni che l’Italia non vinceva quella gara. “Da quando ero bambino il mio sogno nel cassetto era partecipare alla competizione di Piazza di Siena e quando l’ho vinta… come dire, Anything else?”

 

Diana Giorgio