Una vita che è un romanzo storico, quella di Bruno Delisi. Perché a quasi 95 anni (il 4 maggio) ha attraversato un secolo e le vicende storiche di due continenti, l’Europa e le Americhe. Personalità eclettica, nel 1951 quando ha iniziato la sua carriera, Bruno Delisi ha lavorato in Brasile come redattore capo de “Il Fanfulla”, esperienza che egli stesso definisce “acrobatica”. Ma da giornalista ha deciso poi di dare un’impennata al suo impegno nella realtà storico politica del Continente Sudamericano diventando funzionario internazionale per lo IOM in Argentina, Mato Grosso, Paraguay, Uruguay e Patagonia. Dal 1965 la voglia di Italia è tornata prepotente la voglia di casa, ed è tornato in Italia come Capoufficio Operazioni della Missione Roma, assumendo un ruolo nelle dinamiche dei movimenti migratori. Fondamentale, nella storia di Delisi, è stato il sostegno attivo della “formidabile” moglie e dei quattro figli.

Arrivato a Roma, da “cittadino del mondo” ha scelto di impegnarsi prima nel CAI, il Club Alpino Italiano, ma poi si è avvicinato al Circolo Tevere Remo, con il quale è scoccata una vera scintilla. “Quando entrai per la prima volta al Circolo, la mia sensibilità cominciò a vibrare” – racconta Bruno, ancora emozionato al ricordo del primo incontro – “ho ravvisato subito che era il posto per me in base ai miei interessi, alla storia operativa che emanava, alla sua stratificazione storica, tale da affascinarmi pur in una sua sorta di decadenza”.

“Mi sono iscritto subito iniziando a ragionare sui punti sui quali lavorare per migliorare il Circolo perché per me era, ed è, una medaglia a due facce, da un lato lo sport dall’altro la cultura, senza una delle due facce non esisterebbe”.

“Quando sono al Circolo mi sento felice, integrato in una realtà storica che mi permette di donare il mio impegno al mio Circolo e alla mia Città, contribuendo allo sviluppo della cultura romana, una storia dentro la storia.”

 In breve, Delisi è diventato membro della Sezione Cultura e della Sezione del prezioso Archivio storico del Circolo. È di certo uno sportivo, ma animato da grande curiosità che lo ha spinto a scrivere “Storia di remi, di vele e di passione – Il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo da Porta Pia al terzo millennio”. Nel volume il Circolo è protagonista, descritto come la più antica associazione sportiva di Roma e una delle più antiche d’Italia. Si legge anche la storia di come il Circolo sia stato donato dal Comune di Roma per il salvataggio di alcune persone dall’alluvione del 1871 e allo stesso tempo di come sia rimasto quasi intatto, persino espandendosi con la sede sportiva Isa all’Acqua Acetosa e con la sede marina di Anzio.